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Ambienti lavorativi post pandemia

Ambienti lavorativi post pandemia

Come cambiano gli ambienti lavorativi post pandemia?

Il 2020 è stato un anno molto difficile, segnato dall’arrivo e dalla diffusione del virus e dai molti cambiamenti che ha portato nella vita di tutti i giorni. Distanziamento sociale, smart working e quesiti su che fine faranno gli open space sono alcuni dei principali temi che ci hanno accompagnato per tutto l’anno e che ancora non fanno parte del passato. Inoltre, con la ripresa delle attività lavorative, ci si chiede sempre più spesso come saranno gli uffici e come cambierà il modo di lavorare nel prossimo futuro. Vediamo insieme quali novità ci aspettano e quali cambiamenti rimarranno con noi anche alla fine dell’emergenza sanitaria.

Abitudini modificate

Fino a un anno fa, eravamo tutti abituati a trascorrere un terzo del nostro tempo a lavorare in ufficio. La pandemia ha cambiato questa realtà e oggi il lavoro da casa è la nuova quotidianità. Molte aziende, visto l’anno trascorso, stanno valutando di rendere permanente questa possibilità, consentendo al 50/60% dei dipendenti di svolgere le proprie mansioni da casa. Un nuovo modo di lavorare sta prendendo quindi vita e comporterà un mix tra lavoro da remoto, lavoro in ufficio e lavoro da altri spazi. Le attività di collaborazione continueranno a essere svolte in ufficio, mentre le attività da svolgere individualmente verranno portata a termine da remoto. Gli ambienti lavorativi post pandemia serviranno quindi a favorire la comunicazione, l’interazione sociale e la creatività.

arredo ufficio

Smart working e vita in ufficio

Con la riapertura degli uffici si vede come sono cambiati gli ambienti lavorativi post pandemia e come è cambiato il modo stesso di lavorare. Lo smart working si è diffuso moltissimo e continuerà a far parte della quotidianità, in quanto è una modalità di lavoro destinata a restare e a diffondersi sempre più in futuro. La libertà di lavorare da dove si vuole sembra avere la meglio sulla tradizionale giornata in ufficio, che farà sempre parte della realtà lavorativa, ma sarà sempre meno protagonista. Inoltre, la densità di lavoratori presenti negli uffici dovrà essere ridotta per evitare che ci sia troppa vicinanza tra le persone che lavorano nello stesso luogo. Ingressi scaglionati, turni tra ufficio e casa e postazioni alternate: sono queste le novità della vita in ufficio post pandemia, che darà a ogni persona maggiore spazio e, di conseguenza, una maggiore sicurezza. Infatti, sicurezza e salute saranno i pilastri di questo nuovo modo di pensare gli ambienti lavorativi post pandemia. Sì agli spazi condivisi e distanziati e alle aree break con divanetti, sedie e tavolini, no alle postazioni individuali: le scelte degli arredi dovranno facilitare la condivisione, garantendo allo stesso tempo la sicurezza necessaria. Il lavoro da scrivania si svolgerà da casa e si andrà in ufficio per riunioni o lavori da svolgere con i colleghi. L’ufficio sarà quindi sempre più un luogo di comunicazione e confronto, di scambio e di idee.

Coworking e spazi per socializzare

L’ufficio diventerà sempre più un luogo di incontro e socializzazione – sempre con le dovute distanze – mentre si lavorerà da casa nei giorni in cui si necessita di maggiore concentrazione e di lavorare da soli. In questo frangente si diffondo gli spazi di coworking, per permettere alle persone che non hanno un home office o che vogliono uscire di casa e lavorare in un ambiente neutro di avere un posto in cui vivere la loro giornata lavorativa. Cambiare aria e non lavorare da casa tutti i giorni fa bene alla produttività e all’umore, per questo gli spazi di coworking si stanno diffondendo sempre più nelle aree residenziali delle città. Oltre agli spazi di coworking si stanno diffondendo anche i community nodes, una rete di hub dove i dipendenti possono recarsi, a propria scelta, in base alla vicinanza a casa o alla loro comodità. Non ci si riunisce tutti in un luogo centralizzato, ma si lavora ognuno nel proprio spazio, garantendo così maggior sicurezza e una diminuzione dei trasporti.

Smart working

Ambienti lavorativi post pandemia: ufficio on demand

Abbiamo già visto come il sempre maggior ricorso al lavoro da casa abbia modificato gli uffici, ma gli ambienti lavorativi post pandemia cambieranno ulteriormente? L’ufficio come luogo di lavoro sarà sempre più su richiesta e si dovranno prenotare di volta in volta gli spazi necessari, dalla sala riunioni alla postazione lavorativa. Gli spazi destinati agli uffici sono ridotti e il personale ruota periodicamente, lavorando un po’ da casa e un po’ dall’ufficio. Postazioni individuali e sale riunioni saranno ancora presenti, ma si assiste a un maggiore distanziamento e alla presenza di barriere e pannelli anti contagio che rendano sicura la permanenza in ufficio dei dipendenti. Tutto questo porterà a un adattamento degli spazi esistenti e alla creazione di ambienti polifunzionali che possano essere trasformati in base alle necessità. Arredi e tecnologia saranno fondamentali per permettere a ogni ambiente di avere più funzioni, in modo che lo spazio a disposizione possa essere utilizzato al meglio.

Ambienti lavorativi post pandemia: la tecnologia

Gli ambienti lavorativi post pandemia dovranno dotarsi di nuove tecnologie che li rendano più sicuri, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti comuni: rubinetti automatici, infissi touch free e la predilezione per materiali facili da pulire diventeranno presto un nuovo standard. La tecnologia rivestirà un ruolo sempre maggiore e le sale riunioni dovranno dotarsi di schermi di grandi dimensioni e webcam per facilitare l’interazione lavorativa tra chi è presente in ufficio e chi invece lavora da casa. Entreranno in funzione sistemi di prenotazione per le postazioni lavorative e per le sale riunioni. Un fattore molto importante che dovrà essere preso in considerazione è il fattore acustico: sarà molto importante isolare gli spazi, per permettere al personale di riuscire a lavorare anche nelle aree comuni, in modo da garantire maggiore distanziamento e privacy. Materiali fonoassorbenti saranno presenti nell’ arredo ufficio, nei pavimenti e nei pannelli del soffitto, così come nelle pareti divisorie.

pareti vetrate ufficio

Spazi aperti come fonte di ispirazione

Avendo riscoperto cosa significa vivere più a contatto con la natura e trascorrere più tempo all’aperto, gli ambienti lavorativi post pandemia dovranno prendere sempre più ispirazione dagli spazi verdi e dalla natura stessa. Il design, gli arredi e l’organizzazione interna degli uffici dovranno essere ripensati e studiati in modo da dare al personale un senso di apertura e di comunicazione con il mondo esterno. Questo potrà essere possibile grazie all’utilizzo di grandi vetrate e all’inserimento di piante, verde e giardini pensili. La luce naturale avrà sempre maggiore importanza e la scelta dei materiali e degli arredi ricadrà su soluzioni ecosostenibili e di riciclo.

Ambienti lavorativi post pandemia: gli home office

Nati per necessità con la diffusione del virus, gli home office sono diventati gli ambienti lavorativi post pandemia più utilizzati. Poter lavorare da casa è una possibilità molto apprezzata dai lavoratori, ma non sempre vi sono le condizioni ottimali per poterlo fare al meglio. Infatti, spesso a casa non si possiedono arredi ergonomici, monitor adatti a lavorare per diverse ore e strumenti idonei per svolgere le proprie mansioni da casa. Considerando la tendenza a ridurre gli spazi aziendali e favorire la rotazione dei dipendenti, il personale potrebbe, nel prossimo futuro, poter beneficiare di arredi e tecnologie superiori forniti direttamente dell’azienda per chi deciderà di adottare un piano settimanale di rotazione e di mantenere l’home office. L’ arredo di interni, con questa prospettiva, cambierà drasticamente e farà spazio a mobili multiuso, scrivanie a scomparsa, postazioni lavorative che si possano nascondere all’occorrenza.

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