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Bonifica FAV


Bonifica FAV

La bonifica FAV è necessaria quando devono essere rimossi elementi che contengono questo materiale in forma nociva che, in base alla normativa, deve essere trattato e smaltito da personale specializzato

Quando si decide di ristrutturare uno spazio è importante verificare preventivamente la presenza di materiali che possono essere pericolosi per la salute e rivolgersi a personale specializzato per una corretta bonifica lane minerali. La bonifica FAV (bonifica fibre artificiali vetrose) è obbligatoria quando il materiale viene classificato come pericoloso e per questo deve essere smaltito in modo corretto e in totale sicurezza, in conformità con le norme in vigore. Quando si ristruttura, è importante operare una demolizione selettiva e separare i rifiuti edilizi in modo da consentirne il corretto recupero. Prima di procedere alle operazioni di demolizione, un addetto specializzato dovrà prelevare un campione per verificare se le fibre presenti negli elementi da rimuovere sono classificate come pericolose o meno. In base al risultato delle analisi, si procederà all’eliminazione delle lane minerali, adottando tutte le misure necessarie per salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone. In caso di mancata bonifica di materiali ritenuti pericolosi, sono responsabili penalmente sia il committente sia l’esecutore delle opere, per cui è importante affidarsi a professionisti del settore, in grado di gestire al meglio ogni situazione.

Bonifica FAV

Che cosa significa FAV

FAV è l’acronimo di Fibre Artificiali Vetrose e indica i materiali che vengono solitamente utilizzati per isolare termicamente un ambiente, come le lane di roccia o le lane di vetro. Negli uffici e negli appartamenti è molto comune la presenza di FAV nei sottotetti, all’interno delle pareti e nell’isolamento delle tubazioni degli impianti di riscaldamento. Negli spazi industriali, invece, vengono spesso utilizzati questi materiali per isolare tutti gli elementi che raggiungono alte temperature, come caldaie, forni e altre apparecchiature, in modo da proteggere il personale da ustioni ed evitare che il calore si disperda. Vediamo insieme come ricorrere alla bonifica FAV e come comportarsi in presenza di fibre artificiali vetrose classificate come pericolose.

La pericolosità delle FAV

Non tutte le FAV sono classificate come pericolose e per questo motivo è essenziale fare esaminare un campione per verificare la loro composizione chimica e il diametro medio delle fibre. Le lane minerali che vengono prodotte oggi rispondono a caratteristiche chimiche e fisiche che le rendono sicure per la salute, ma le FAV di vecchia generazione possono essere invece pericolose. Se si possiede la scheda di sicurezza del materiale, è possibile controllare con facilità la sua composizione e i metodi necessari per il corretto smaltimento. Se invece non si è in possesso della scheda del materiale, è necessario ricorrere alle analisi di laboratorio per valutare la sua composizione e la bonifica lane minerali da eseguire. In base alla classe di pericolosità, le FAV vengono classificate come non pericolose (170604 rifiuto speciale non pericoloso) o come possibilmente cancerogene per gli esseri umani (170603 rifiuto speciale pericoloso). In questo caso è necessario procedere alla bonifica FAV e adottare metodologie simili alla bonifica cartongesso e amianto, rivolgendosi a personale esperto e formato. Nei casi meno pericolosi, la bonifica è molto più semplice ma richiede comunque l’intervento di operatori specializzati.

Bonifica FAV

Linee guida per la bonifica lane minerali

Nel dicembre 2010, con atto n. 1015, è stato approvato il decreto della Direzione Regionale Sanità n. 13541 “Linea guida per la bonifica di manufatti in posa contenenti fibre vetrose artificiali”, un documento che contiene indicazioni e disposizioni in merito alla corretta modalità di bonifica delle lane, cui hanno lavorato diversi professionisti in ambito di prevenzione. Il documento ha come obiettivo la diffusione delle conoscenze delle diverse fibre vetrose artificiali in posa con riferimento ai rischi connessi e l’orientamento alle modalità di bonifica FAV con lo scopo di tutelare la salute. Inoltre, il documento ha anche la funzione di orientare i Dipartimenti di Prevenzione Medico delle ASL a promuovere percorsi che possano coinvolgere le figure aziendali per una corretta gestione dei problemi legati a tali materiali. Le linee guida riportano anche le misure operative che devono essere adottate nelle operazioni di bonifica lane minerali per la sicurezza degli operatori che svolgono tale intervento. Ad esempio, per la bonifica di manufatti in posa che contengono fibre artificiali vetrose di categoria 2, considerate cancerogene, gli addetti ai lavori devono indossare guanti, tuta e calzari monouso, maschera pieno facciale turbo ventilata filtro P3. L’area di cantiere, invece, deve essere confinata con un telo a parete e un telo a pavimento e avere una depressione compresa tra 3 e 4 ricambi l’ora. Inoltre, deve essere presente un’unità di decontaminazione personale a 4 stadi. In questo caso, la rimozione del materiale deve avvenire con asportazione a umido mediante nebulizzazione e utilizzo di attrezzature manuali e devono essere rispettati i programmi di monitoraggio ambientale, tra cui il monitoraggio di fondo, il monitoraggio giornaliero durante la bonifica e al termine delle operazioni. Infine, il materiale che viene rimosso deve essere imballato correttamente.

Bonifica FAV: effetti sulla salute

Gli effetti sulla salute provocati dalle FAV sono diversi e variano in base al grado di pericolosità del materiale. In presenza di qualsiasi tipo di sintomo, è necessario procedere alla bonifica FAV, in modo da evitare che i danni alla salute possano peggiorare. I sintomi minori dell’esposizione alle fibre artificiali vetrose pericolose sono effetti irritanti della cute, degli occhi e delle prime vie aeree; i sintomi maggiori sono effetti sull’apparato respiratorio. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a FAV, come indicato nelle linee guida, deve essere valutata in modo diverso in base alla fibra in questione. I materiali possono essere classificati per pericolosità, dal minore al maggiore, che vede come meno pericoloso il filamento di vetro continuo, poi la lana di vetro utilizzata come isolamento, poi le fibre di vetro per impieghi speciali, la lana di roccia, la lana di scoria e infine le fibre ceramiche refrattarie. I lavoratori che sono esposti in modo occasionale a FAV non pericolose devono solamente adottare adeguati dispositivi di protezione per la cute, gli occhi e l’apparato respiratorio. Invece, i lavoratori che sono esposti in modo continuativo a FAV non pericolose o in modo continuativo o occasionale a FAV pericolose, devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo le normative vigenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi del lavoro. Spazio Company è in grado di assistere il cliente nella bonifica FAV, occupandosi di ogni fase, dal prelievo e analisi dei campioni fino alla completa bonifica con mezzi adeguati e secondo le normative in vigore. Per qualsiasi dubbio sui materiali presenti nei vostri spazi abitativi e lavorativi, non esitate a contattarci!

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