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Casa passiva

Casa passiva

Casa passiva: a cosa si riferisce questa espressione?

La casa passiva è l’esempio di come sia possibile unire efficienza energetica e materiali naturali in una ristrutturazione. Infatti, per realizzare le cosiddette case passive si utilizzano materiali derivati e di riciclo che favoriscono la sostenibilità. Il modo di vivere e di vedere gli ambienti e gli edifici post pandemia è cambiato, così come sono cambiati gli arredi post coronavirus e gli uffici post coronavirus. In questo clima di cambiamento, la task force DesignTech for the future ha individuato nel riutilizzo di materiali, dei componenti di costruzione e degli edifici stessi la chiave per il futuro della progettazione. L’edilizia, infatti, è uno dei settori che impatta maggiormente sui consumi, sia in ambito energetico, sia di sfruttamento delle materie prime, ed è arrivato il momento di invertire questa tendenza, puntando su riciclo e sostenibilità.

Cos’è la casa passiva

Ma che cos’è la casa passiva? In bioedilizia, le case passive, o gli edifici passivi, sono quelli che provvedono al loro fabbisogno energetico ricorrendo a dispositivi passivi. Questo significa che il benessere termico al loro interno viene assicurato senza il bisogno di ricorrere – se non in minima parte – a fonti di energia convenzionale, come ad esempio caldaie, termosifoni o sistemi analoghi. La casa passiva è in grado di massimizzare la sua efficienza energetica e viene definita “passiva” poiché sfrutta l’energia passiva dei raggi del sole che viene trasmessa dalle finestre, così come il calore che viene generato dagli elettrodomestici e dagli occupanti della casa. Queste fonti di calore sono anche sufficienti a compensare le perdite durante la stagione invernale e a garantire il giusto comfort all’interno dell’abitazione. Per evitare la perdita di calore in una casa passiva è molto importante compiere la giusta scelta dei materiali da utilizzare e impiegare tecniche di isolamento termico efficaci. Inoltre, per evitare che la struttura possa subire danni o deterioramenti, è indispensabile che tutti i componenti esterni dell’edificio passivo siano isolati ermeticamente.

Casa passiva

Architettura passiva e materiali

L’architettura passiva copre la maggior parte del fabbisogno energetico degli edifici utilizzando flussi di caldo e freddo che provengono dall’ambiente esterno. Poiché con il cambiare delle stagioni cambiano anche i flussi esterni, le case passive si avvalgono di masse di accumulo termico, ossia di una vasta quantità di materiali che presentano un’elevata capacità termica. Questi materiali possono essere tradizionali, come calcestruzzo o laterizio, ma anche di nuova concezione. Per svolgere al meglio la loro funzione di accumulo e di rilascio del calore e del fresco, è importante però che i materiali utilizzati siano esposti all’ambiente interno, o separati da esso con strati di materiali altamente conduttivi. Per questo motivo negli edifici passivi leggeri si utilizzano pareti in argilla, cruda o cotta, o rivestimenti con lastre per aumentarne la capacità di accumulo termico interno. Per la costruzione di una casa passiva si possono utilizzare diversi tipi di materiale di costruzione, come legno, mattone e cemento armato, e altri materiali naturali come paglia, sughero e canapa.

Casa passiva ed economia circolare

Diventa oggi una necessità progettare una casa passiva e riprogettare gli edifici esistenti, residenziali e non, per fare in modo che le loro prestazioni energetiche possano passare da scarse a eccellenti. Le nuove costruzioni, ma anche i progetti di ristrutturazione, devono avere come linea guida la sostenibilità; oggi si utilizza un enorme capitale naturale e diventa sempre più indispensabile ridurre il fabbisogno energetico degli edifici. Per fare questo, si deve cambiare il modo di pensare e di progettare, cercando di adottare materiali edili che siano naturali, che siano rigenerati da materiali di riciclo o che siano ottenuti da scarti agricoli.

Edilizia sostenibile ecobuilding

La nascita delle case passive

Secondo chi progetta gli edifici passivi, il benessere di chi ci abita è il primo obiettivo di una casa passiva, mentre il risparmio energetico non è una priorità, ma la conseguenza di una progettazione ben eseguita. Nel 1991 è stato realizzato dal fisico Wolfgang Feist il primo edificio passivo, che mantiene ancora oggi immutato il suo fabbisogno energetico medio iniziale. La casa è caratterizzata dall’isolamento termico dell’involucro e dall’adozione di un sistema di ventilazione meccanica in grado di rinnovare l’aria e di mantenere il calore, purificando così l’ambiente senza dispersioni. Ancora oggi viene utilizzata la stessa tecnologia, che è indispensabile per garantire la qualità dell’aria e la riduzione dei consumi.

La ventilazione delle case passive

Il cambio dell’aria è essenziale in una casa passiva e, per ridurre al minimo il consumo di energia per tale operazione, si può ricorrere a un impianto di ventilazione a recupero di calore, che viene alimentato da un motore ad alta efficienza. Gli impianti installati negli edifici passivi sono silenziosi e hanno bisogno di poca energia. Inoltre, sono realizzati in modo che non si percepisca nessuna corrente d’aria nell’ambiente. Nel caso di necessità, è possibile combinare l’impianto di ventilazione con una pompa di calore, in modo da riuscire a produrre una maggiore quantità di energia. In alternativa, si può ricorrere all’installazione di una caldaia a pellet con un collettore d’acqua per produrre la quantità di energia necessaria, oppure scegliere un impianto a energia solare, che può essere installato sia per scaldare l’acqua, sia per riscaldare gli ambienti.

Che cosa sono i dispositivi passivi?

I dispositivi passivi sono sistemi per il riscaldamento dell’ambiente in grado di riscaldare uno spazio senza forniture energetiche esterne. Sono esempi di dispositivi passivi le serre solari, i collettori termici, i muri di accumulo, ma anche le semplici finestre e pareti vetrate in grado di far entrare un’ampia quantità di luce solare all’interno di un edificio. Vi sono poi anche i dispositivi di raffrescamento passivo che, pur servendosi di pompe, ventilatori o altri apparecchi, non ricorrono a cicli frigoriferi. A differenza dei dispositivi passivi di riscaldamento, questi richiedono un supporto maggiore poiché per rinfrescare un ambiente, a parità di energia termica trattata, utilizzano una maggiore quantità di energia primaria.

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Elementi naturali e architettura rigenerativa

L’apporto di calore da impianto di riscaldamento e climatizzazione è ridotto al minimo in una casa passiva poiché la sua energia deriva principalmente dal sole. Come si sceglie una fonte energetica naturale, si dovrebbero scegliere materiali di costruzione naturali, in sostituzione a quelli sintetici che vengono spesso utilizzati in edilizia. I materiali di scarto come paglia, sughero, fibra di legno o canapa possono essere impiegati come materiali edili con processi a basso consumo energetico, se non quasi nullo. Per progettare edifici passivi è importante scegliere al meglio i materiali da utilizzare e tenere conto degli aspetti fondamentali: sfruttare al meglio l’energia passiva solare, isolare le strutture, adottare sistemi di ventilazione controllata.

Casa passiva: quali bonus si possono richiedere?

Se si decide di ristrutturare un edificio e trasformarlo in uno passivo, si può usufruire di diverse detrazioni, tra cui l’ecobonus del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, ma anche il bonus ristrutturazione 110 per cento stanziato con il decreto del rilancio 2020.

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